DOMANDA: A pochi giorni dalla tappa del Campionato italiano di Beach Rugby che sarà di scena alla Beach Arena di Lignano sabbiadoro, abbiamo chiesto al Segretario Generale della Lega Italiana Beach Rugby, Luca Tullii, lo stato attuale del movimento italiano.

RISPOSTA: Il movimento italiano del beach rugby è in crescita, sia come numero di praticanti e come diffusione lungo la penisola, che come interesse del pubblico e dei media; ciò è confermato dall'interesse di RAI SPORT SAT che ha sposato il progetto del campionato italiano 2005, destinando ben 10 ore di trasmissione per un totale di 5 tornei, aumentando così del 25% l'impegno dello scorso campionato. Tutto questo è stato sicuramente aiutato dalla visibilità sempre maggiore in italia del rugby, che ha catturato negli ultimi anni notevole interesse da parte di media e sponsor, a tal punto da essere soggetto di numerosi spot pubblicari, ma è anche dovuto al grande appeal del beach rugby, che è dinamico, veloce ed entusiasmante. L'anno scorso circa 600 giocatori hanno partecipato al campionto italiano, ma molte sono le località dove, pur non essendoci una tappa del campionato italiano, fioriscono iniziative di beach rugby, magari solo a livello locale, ma molto importanti anche per l'entusiasmo che le contraddistingue. Credo che più di 1.000 altleti partecipino a gare di beach rugby in Italia, in almeno 20 o più località.

DOMANDA: Un movimento che ha trovato profonde radici nel centro Italia mentre nel nord stenta ancora a decollare. Nel Veneto la sola tappa di Montebelluna, in Friuli Lignano Sabbiadoro e in Emilia Romagna Lido di Spina e Cervia. Come mai ?

RISPOSTA: La risposta non è semplice perchè sono diverse le ragioni che vanno ricercate. Nel corso degli anni, in percentuale, sono stati più gli organizzatori di tornei nel centro Italia che altrove, questo ha consentito uno sviluppo maggiore della disciplina. Il nostro obiettivo in effetti è quello di avere un movimento maggiormente diffuso in tutta Italia. Ma d'altra parte, la mappatura del movimento del beach rugby rispecchia la mappatura dello sviluppo del rugby in Italia; secondo recenti analisi di società specializzate di marketing sportivo, il giocatore di rugby prevalentemente abita a centro oppure nel nord - nord est d'Italia, prevalentemente in città di provincia. Dovremo in futuro assolutamente tentare promuovere il beach rugby anche lì dove dove esistono locations assolutamente bellissime e perfette per i beach events. Mi riferisco a regioni come la Puglia, la Calabria, la Basilicata, la Sicilia e la Sardegna. E il beach rugby puo' essere uno straordinario strumento di promozione del rugby proprio lì dove il rugby è meno popolare.

DOMANDA: Dopo un dominio nelle finali nazionali delle squadre laziali, con una sola eccezione del Padova Beach, quest'anno come si prospettano le probabili finaliste ?

RISPOSTA: Maccarese è sicuramente la favorita per vincere di nuovo il titolo, sia per il livello di gioco che esprime 3 anni, che per l'organizzazione del team. Il Padova Beach subito dietro insieme a le Sabbie Mobili. Come out-sider vedrei L'Aquila Beach, che ha sempre delle buonissime squadre, ed è in grado di battere chiunque in una partita secca, ma è meno continua; poi I Mori Veneziani, che l'anno scorso disputarono un solo torneo a Cervia, giocando alla grande. Se riuscissero ad arrivare alle al Master Finale di Alba Adriatica sarebbero un osso duro.

DOMANDA: Lignano Sabbiadoro per il quinto anno consecutivo organizzerà l'International Beach Rugby Cup con squadre provenienti da Irlanda, Galles, Inghilterra, Nuova Zelanda, Germania, Austria, Repubblica Ceca e i Campioni Italiani della Maccarese Roma. Come vede la Lega Beach Rugby l'evolversi internazionale di questo movimento ?

RISPOSTA: Il movimento internazionale è in forte evoluzione. In Francia da due anni la FFR, la federazione francesce, organizza un tour di beach rugby, che è anche un contenitore di giochi con il coinvolgimento partecipativo del pubblico, al fine di promuovere i prossimi mondiali del 2007. La fiducia dello strumento beach rugby nella promozione di un evento simile da la misura della potenzialità del movimento. Nel sud dell'Inghilterra, dove ci sono spiaggie sabbiose si sta sviluppando un certo interesse. Stesso dicasi per l'emisfero sud, in Australia, Sud Africa, Nuova Zelanda ed Argentina, ma anche negli Stati Uniti. Il regolamento però non è armonizzato in tutte le nazioni. Il regolamento LIBR è stato ripreso almeno in 3 nazioni: nel Torneo di Macau, ad Hong Kong, nel Torneo di Panama Beach, e dal Natal Rugby Union in sud Africa. L'obiettivo futuro sarà di armonizzare i regolamenti, quando ci sia un progetto su cui lavorare assieme ad altre organizzazioni, e pensiamo che sia quasi arrivato il momento. Noi crediamo nel nostro modello perchè lo abbiamo costruito per sfruttare le numerose location che in Italia ospitano beach volley e beach soccer, mantenendo inalterato il fascino di uno sport leale ed affascinante in cui ci sia contatto fisico, ma controllato ed incanalato in un modo comprensibile anche ai non addetti ai lavori.?

 

 

 

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